Ultima modifica: 15 Maggio 2019
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L’AltRopralante – Didattica plurilingue nella scuola primaria

(da: Label Europeo delle lingue 2018 – Italia)

Il progetto

Nell’ambito degli studi internazionali su bilinguismo e plurilinguismo in contesto educativo, da alcuni anni si sta affermando l’idea di un “translanguaging turn”, ovvero della necessità di includere tutte le lingue dei repertori individuali e collettivi degli studenti nella didattica curricolare. L’idea che soggiace al concetto di “translanguaging” è quella per cui, nella nostra epoca storica segnata da migrazioni e interconnessioni globali, nonché alla luce degli studi teorici ed empirici sull’interdipendenza fra sistemi linguistici e sui vantaggi cognitivi del bilinguismo, il “monolingual instructional approach” debba necessariamente lasciare spazio ad un approccio didattico plurilingue. Da queste considerazioni è nato il progetto “L’AltRoparlante” coordinato dall’Università per Stranieri di Siena, con la supervisione scientifica della Prof.ssa Bagna,e

realizzato dalla Dott.ssa Carbonara e dal Dott. Scibetta. Tale progetto è stato portato avanti a partire dal 2016 presso l’1.C. “Martiri della Benedicta” di Serravalle Scrivia (AL), la scuola primaria “Collodi” di Stabbia (I.C. di Cerreto Guidi, FI), e l’anno successivo presso ‘I.C. “Marco Polo” di Prato. Dal mese d ottobre 2018, inoltre, si sono uniti al progetto anche gli l.C di Gavardo (BS) e I.C. 8 di Modena. Le classi coinvolte nel progetto possono essere definite “contesti superdiversi”, sia dal punto di vista della varietà di background socio-culturali degli alunni, sia dal punto di vista dell’eterogeneità dei repertori linguistici che le caratterizzano. Attualmente sono coinvolti più di 300 studenti, sia di scuole primarie sia di scuole secondarie di primo grado, di cui più di metà con background migratorio, e circa 40 insegnanti. Il progetto mira a promuovere i repertori plurilingui degli studenti a scuola attraverso la legittimazione della pluralità delle lingue, incrementando i processi di empowerment degli studenti bilingui emergenti e decostruendo le gerarchie su base linguistica ed eventuali stereotipi. Le principali fasi di implementazione del progetto includono: 

incontri preliminari informativi con i Dirigenti scolastici, con le insegnanti e con studenti e genitori; formazione docenti su bilinguismo e translanguaging come pratica didattica; sperimentazione delle attività di translanguaging durante le regolari lezioni curricolari; raccolta dati tramite questionari e interviste per monitorare e valutare l’impatto del progetto su docenti e studenti.

Lo sviluppo

Dopo colloqui preliminari con i Dirigenti Scolastici e con le insegnanti interessate al fine di definire la struttura del progetto e di concordare tempi e azioni per la sua realizzazione, si sono svolti ci

formazione per i docenti e incontri di presentazione del progetto rivolti a tutte le famiglie. Tali incontri preliminari avevano lo scopo di descrivere gli obiettivi e le finalità de “LAItRoparlante”, soprattutto in termini di inclusione e di valorizzazione della pluralità linguistica dentro e fuori la scuola. In seguito si è svolta una rilevazione delle lingue e dei dialetti parlati o conosciuti dagli alunni coinvolti. La rilevazione è stata realizzata sia attraverso l’uso di metodologie etnografiche, sia attraverso attività ludiche mirate a sensibilizzare gli alunni alla varietà linguistica all’interno delle loro classi. Per individuare emozioni ed eventuali schemi percettivi legati ai repertori linguistici individuali e collettivi, gli studenti hanno compilato silhouette (o biografie) linguistiche. In una fase di implementazione didattica più avanzata sono state realizzate le seguenti attività:

  • lavori di valorizzazione dei repertori a livello visivo (schoolscape plurilingue, cfr. Gorter 2017) attraverso la creazione di bacheche, cartelloni e dizionari plurilingui riguardanti anche contenuti disciplinari;
  • promozione di attività di storytelling bilingue o nelle diverse lingue di origine, con il coinvolgimento di genitori e con il supporto traduttivo di mediatori;
  • attività cooperative, svolte in piccoli gruppi eterogenei dal punto di vista linguistico, mirate alla gestione, sia in fase ricettiva sia in fase produttiva, di testi plurilingui contenenti elementi lessicali, espressioni e frasi nelle lingue e nei dialetti della classe, con diversi livelli di mixing, prima su input fornito dai ricercatori e dalle insegnanti, poi autoprodotti.

Alla fine di ogni anno scolastico sono stati organizzati incontri di restituzione e divulgazione indirizzati ai genitori, agli alunni (anche di altre classi), alle insegnanti e ai Dirigenti, con la partecipazione di figure coinvolte in servizi di formazione forniti alle scuole (membri di agenzie formative, mediatori) e di rappresentanti delle amministrazioni locali

La ricaduta

Le attività didattiche sperimentate nei diversi contesti scolastici sono state accolte con un

entusiasmo, sia da parte delle insegnanti, sia da parte degli alunni coinvolti. Attraverso le loro azioni di rilevazione etnografica sul campo, i ricercatori hanno notato che tramite un coinvolgimento esplicito dei repertori linguistici nell’azione didattica formale, da un lato molti degli studenti neo-arrivati con scorse competenze in italiano hanno potuto trovare mezzi per interagire in modo efficace, dall’altro lato i bambini stranieri di seconda generazione hanno potuto valorizzare la loro lingua di origine a scuola, anche come risorsa per lo studio disciplinare. Durante la fase di sperimentazione didattica, inoltre, sono state realizzate interviste semi-strutturate

rivolte alle docenti e ad una parte degli alunni coinvolti. Dai risultati dell’analisi emergono

cambiamenti percettivi nei confronti della dimensione plurilingue delle classi e un generale

impatto positivo delle attività soprattutto in termini di inclusività e di ordinarietà nella promozione di pratiche didattiche plurilingui, anche attraverso la manifestazione di processi di legittimazione didattica delle lingue e dei dialetti dei compagni. E importante sottolineare, infine, che tutte le attività presentate nell’ambito de “‘L’AltRoparlante” sono integrate sia nei Piani dell’Offerta Formativa delle scuole, sia nel curricolo delle competenze elaborato da ogni istituto, tenendo presente anche l’aggiornamento delle Indicazioni Nazionali “Nuovi Scenari”, nonché le otto nuove competenze-chiave elaborate in contensto europeo.

Il progetto L’AltRoparlante, infatti, non ha una dimensione laboratoriale o episodica, ma intende essere uno strumento trasversale e interdisciplinare nell’azione didattica quotidiana delle insegnanti. Tale approccio, infatti, può essere auspicabilmente replicato anche in altri contesti, seppure adattato secondo le specificità contingenti.

REPORT consegnato al nostro Istituto al termine del progetto

Allegati